Presentazione

Con molto piacere ho accolto l’invito dell’amico Gianfranco a presentare la sua raccolta di escursioni dalle Alpi Carniche all’Istria. L’ho conosciuto nella seconda metà degli anni Settanta, quando, da simpatizzante, frequentava la sede monfal- conese del CAI e si stava facendo conoscere per le sue attività escursionistiche, per la verità iniziate molti anni prima. Da ragazzo, infatti, era solito frequentare Cima Sappada e raggiungere a piedi le Sorgenti del Piave (non servite allora da nessuna strada asfaltata): era un normale divertimento per il nostro giovane aspi- rante alpinista.

Come si vede, sono veramente tanti gli anni passati sui monti ad assaporare le sfu- mature di tutte le stagioni, a godere spettacoli naturali unici, ad incontrare genti che abitavano e vivevano con i prodotti che la montagna offriva.
Ha approfittato dei fine settimana, delle ferie estive quando lavorava nei cantieri di Monfalcone come carpentiere, tubista, disegnatore tecnico e infine supervisore di sezioni delle navi di cui seguiva i lavori di rifinitura. Uomo costretto ad occu- parsi di barche e di mare, ma con il pensiero sempre rivolto ai monti.

Poi, dopo la pensione, la possibilità di far esplodere la voglia di conoscenza, il desi- derio di immedesimarsi nella montagna esplorando – ed è questo il termine esatto – in lungo e in largo soprattutto le Alpi Giulie, non disdegnando le Carniche, le Prealpi, i rilievi carsici o le puntate in Occidentali dal Monviso al Monte Bianco.

E questo suo alpinismo di ricerca non poteva rimanere chiuso in un cassetto o circoscritto ai pochi che lo accompagnavano o lo accompagnano in una sorte di “missione impossibile”. I lettori si accorgeranno dei dislivelli incredibili da supera- re in giornata e delle molte ore per portare a termine certe escursioni.

Molti itinerari descritti seguono vie di montagne secondarie, buona parte non raggiunte da sentieri segnalati, ma cercate da veri intenditori, da quelli che studia-

I sentieri di Paco 7

no sulle carte topografiche percorsi alternativi, da provare più volte fino a quando non viene trovata una soluzione alla via di salita.

Si è imbattuto, in certe parti delle Giulie e del Carso, in manufatti, opere militari, trincee del primo conflitto mondiale, alcune abbandonate all’incuria del tempo altre ricomposte e restaurate dalla mano dell’uomo che ha voluto ricordare il sa- crificio di quanti, in condizioni di vita terribili, hanno trascorso la parte migliore della loro gioventù e perso la vita.

Ha potuto rendersi conto dei cambiamenti che la montagna ha subito nel tempo: lo spopolamento, il degrado, l’abbandono di attività produttive (allevamento, fie- nagione ecc). Casere e malghe ridotte a ruderi, prati incolti, abbandonati, sentieri ridotti a tracce evanescenti, ma anche gioia nel vedere fiori rari, animali, stambec- chi, camosci, il maestoso volo dei rapaci.

Questi 75 itinerari sono una proposta aperta a tutti, perché possano usufruire della natura incontaminata e “rendersi più umani” in questi tempi di affannose rincorse, di tecnicismo, di ricerca del profitto e dell’esaltazione dell’egoismo.

Gianfranco è socio CAI dal 1980, ha ricoperto, nella nostra sezione, anche la carica di vicepresidente nel triennio 2001-2003. Attualmente è referente della Commissione Gite, è stato nel gruppo fondatore della Protezione Civile di Mon- falcone, in cui opera ancora adesso con immutato entusiasmo.

A lui vada il mio augurio di continuare a frequentare la Montagna e di percorrere i sentieri a contatto con il cielo e la bellezza dell’infinito.

Flavio Cucinato – CAI Monfalcone – GISM 

 

“Sui sentieri di Paco” è una guida escursionistica che descrive percorsi, alle volte, anche di zone poco conosciute. Si seguiranno, talvolta, sentieri non segnati, che conducono alla scoperta di tesori naturalistici, geologici e storici.

Altre volte si seguiranno le orme dei fanti che su queste montagne hanno tracciato una grandiosa rete di mulattiere che, a distanza di quasi un secolo, restano mute testimoni di quelle sovrumane fatiche profuse per la loro costruzione. Successi- vamente, utilizzate da pastori e malgari per diversi decenni, ereditate ora dagli escursionisti che possono avvalersi di queste opere. Qualche volta, visto il loro pressoché perfetto stato di conservazione, le possono seguire anche in assenza di marcatura sentieristica per raggiungere le loro mete.

Si visiteranno caverne e trincee della Grande Guerra come l’incredibile rete sot- terranea di gallerie del Sabotino, della Sv. Gora, del Vodice, del Mrzli vrh e dello Svinjak.

Si entrerà in punta di piedi nei meravigliosi giardini naturali del Črna prst, del Briceljk e dello Zadnjiski Ozebnik.

Si vedranno le grandi chiuse costruite verso la fine del 1700, sui fiumi Idrijca e Belca, per la fluttuazione del legname.

Si percorreranno itinerari come la salita alla Krnica e quella al Plaski Vogel che accompagneranno l’escursionista in un viaggio d’altri tempi, fra grandi silenzi e ambienti incontaminati, dai quali sarà difficle staccarsi e dove è forte la spinta a “perdersi” girovagando tra una cima e l’altra.

Capiterà qualche volta di camminare accompagnati dagli stambecchi che abitano sul Pihavec e sul Bovški Gamsovec.

Altri percorsi porteranno a visitare antiche chiese, borghi e castelli medievali, cascate e forre.

Si resterà ammirati dalle grandi finestre naturali di Otlica, del Prisojnik, del Musi e della Rjavina.

In ogni itinerario oltre alla descrizione del tragitto vi si trova a fianco una cartina che deve servire unicamente come spunto in quanto l’escursionista dovrà avere sempre con sè la carta topografica.

Nella speranza che si trovino in queste pagine idee per piccole e grandi “avventu- re” capaci di dare emozioni e serenità ricaricando sia il corpo che lo spirito, auguro a tutti gli escursionisti “buon cammino”.

Nel ringraziare coloro che, riscontrando inesattezze vorranno segnalarle, chiedo scusa per gli eventuali disagi che esse potrebbero aver comportato.

Gianfranco Beltrame