Anello occidentale del Monte Nero (KRN) – Nel ricordo della Grande Guerra

monte-nero-2Ubicazione: Alpi Giulie
Grado di difficoltà: EE-EEA- lunghi tratti su sentieri non contrassegnati
Dislivello: 1400 m in salita; 1400 m in discesa
Punti d’appoggio: bivak na Crniku (1160 m)- Gomiščkovo zavetišče (2160 m)
Accesso: da Kobarid seguendo le indicazioni per Drežnica proseguire verso Drežniske ravne continuando in direzione delle Planine Zapleč e Zaprikraj, strada sterrata a tratti cementata.
Tempi di percorrenza:
Planina Zapleč (1201 m) – incrocio sentiero segnato (1360 m circa) – ore 3.00 – inizio sentiero attrezzato e via ferrata (1450 m) ore 2.15;
ore 5.15 – Gomiščkovo zavetišče (2160 m) – monte Krn (2245 m) ore 0.45;
ore 6.00 – Krnsko sedlo (2058 m) ore 0.45;
ore 6.45 – incrocio sentiero per il Vrata (1980m) ore 0.15;
ore 7.00 – Sredij vrh (2134 m) ore 1.00;
ore 8.00 – Krncica (2142 m) ore 0.30;
ore 8.30 – Vrata (1938 m) ore 0.30;
ore 9.00 – Planina Zapleč (1201m) ore 1.30;
ore 10.30
Cartografia:
Triglavski Narodni Park-ed. Planinska Sveza Slovenje -1:50000
Krnsko Pogorje in Kobarid- ed. Planinska Sveza Slovenje -1:25000

Questa escursione inizia nei pressi della Planina Zaplec, ai bordi del Parco Nazionale del Triglav. Ci incamminiamo seguendo per pochi minuti il sentiero marcato che conduce al Vrata, lo abbandoneremo in prossimità di un secco tornante, per proseguire sull’ampio sentiero che si apre davanti a noi. Lo seguiremo molto molto lungamente, con degli insignificanti saliscendi, incontreremo un paio di mulattiere provenienti dalla cresta Krnčica-Srednij vrh-Krn.

Una di queste, in base ai numerosi reperti (supporti per tubolature, gomiti, pezzi di tubo, ecc,) incontrati lungo questo vertiginoso sentiero, indicano che potrebbe essere stata la via seguita dall’acquedotto che portava quasi a 2000 metri di quota l’acqua per le migliaia di soldati e animali dislocati lungo questa dorsale.

Una grossa frana ci mette in difficoltà per trovare il percorso più agevole, ma basterà guardare il “faro” davanti a noi rappresentato dalla cuspide del Krn, e procedendo lentamente supereremo questo tratto che, per fortuna non dura molto. Infatti d’innanzi a noi si delinea un dosso ricoperto da bassa vegetazione il quale fa intuire la presenza del sentiero contrassegnato che è oramai a portata di mano. Finalmente ci troviamo sulla mulattiera attrezzata che ci condurrà alla via ferrata vera e propria, trascurando però la mulattiera che, volgendo a destra all’interno di un anfiteatro, si dirige verso la via normale che conduce al Krn partendo dalla Planina Kuhinja. Una meritata sosta con una abbondante bevuta, nel frattempo indossiamo l’imbraco, il casco era già sopra il nostro capo da un po’ di tempo. Inizia così il percorso verticale, sempre ben attrezzato, che ci fa guadagnare quota rapidamente. Il grandioso panorama si fa apprezzare in tutta la sua ampiezza e magnificenza. Dopo qualche tempo, sopra di noi fanno bella mostra le scale d’acciaio che segnano la fine della via ferrata e annunciano l’ormai vicinissimo rifugio. Il richiamo della vetta è più forte del languorino trasmesso dallo stomaco. In breve tocchiamo la cima. Scambiate le tradizionali strette di mano cominciamo il pranzo con negli occhi il panorama di gran parte delle Alpi Giulie e non solo. Ma mi astengo dal rivelarvelo per lasciarvi la soddisfazione di riconoscere da soli tutte le decine e decine di vette! Iniziamo la discesa verso il Krnsko sedlo e da li proseguiamo sul sentiero che punta direttamente al lago Krnsko. Percorriamo questo tratto con la massima attenzione perché non possiamo permetterci di mancare la deviazione alla nostra sinistra. Il nostro dubbio era demotivato perché poco dopo su di un masso una grossa scritta in vernice rossa indicava VRATA facendoci tirare un grosso sospiro di sollievo. Percorriamo la grande conca piena di piccole e grosse ghiaie (materiali di scavo di caverne e trincee!) nelle quali emergono decine e decine di residuati bellici. Una breve risalita ci porta sulla dorsale, che unisce lo Srednij vrh al Kal costituita da manufatti militari che la ricoprono senza interruzione di sorta. Il cammino si svolge ora su strette cenge sapientemente scavate nella roccia. L’aereo percorso da la sensazione di camminare nel cielo circondati come siamo dalle nubi e condense che salgono dal fondo valle. L’attraversamento di una breve galleria ci fa entrare nell’ampia vallata erbosa, molto frequentata da animali, che conduce al Vrata. Seguiremo ora molto molto lungamente la mulattiera che con ampi tornanti ci fa scendere lentamente, ma con grande sicurezza alla Planina Zapleč, la quale sembra non avvicinarsi mai. Ormai il sole è tramontato da qualche tempo e soltanto gli ultimi bagliori rischiarano la cima del Krn conferendogli il caratteristico colore rosso. Sarà l’ultima delle tante immagini che rimarranno scolpite indelebilmente nella nostra memoria a ricordo di questa giornata non particolarmente faticosa, ma molto lunga, il cui fascino non ha niente da invidiare alle cime più celebrate e le parole per descrivere le grandiose emozioni vissute in questa superba escursione non sempre sono sufficienti.

Serve più una sola lampada che rischiara la strada da percorrere che non cento che
rischiarino il cammino già percorso
Confucio